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Serpente e lucciola | blog | CentroAgapi

La storia del serpente e della lucciola

Ogni tanto mi piace far riferimento a fiabe o mite o brevi storie perché sanno parlare un linguaggio che va dritto al cuore, senza filtri. E sanno regalarci ottimi spunti di riflessione, tipo questo…

Racconta la leggenda, che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla.
Il piccolo insetto faceva l’impossibile per fuggire dal serpente. Per giorni fu una persecuzione intensa.
Dopo un po’ di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente: “Posso farti tre domande?
Il serpente le rispose: “Non sono abituato a rispondere a nessuno, però siccome ti devo mangiare, puoi chiedere!”
“Domanda numero 1: appartengo alla tua catena alimentare?” chiese la lucciola.
“No!” rispose il serpente.
“Domanda numero 2: Ti ho fatto qualcosa di male?” disse la lucciola.
“No, assolutamente!” tornò a rispondere il serpente.
“Domanda numero 3: E allora.. perché vuoi mangiarmi?”
“Perché non sopporto vederti brillare!

Quale sarebbe la morale di questa storia del serpente e della lucciola?

Oh! È semplicissima…
Sono certa che anche tu, nella tua vita, hai incontrato dei serpenti: persone che sembravano avere come unico intento quello di metterti in difficoltà, di screditarti, di umiliarti, di toglierti energia, di farti del male. Può essere stato un amico o un parente, un genitore o un partner, un collega o un conoscente qualunque. Non importa!

Quello che importa è che tu non dia mai il permesso e il potere a nessuno, di farti sentire meno di quello che sei e che vali… E questa scelta dipende solamente da te!

Ce ne saranno sempre, di serpenti… È inutile chiedersi “cosa ho fatto loro di male?”, oppure “perché si comportano così?”.
La verità è che non c’è niente di personale nei loro comportamenti…Stanno semplicemente scrivendo la loro storia…
TU però puoi decidere di non farne parte!
Ricorda che ognuno di noi possiede un dono ed è in grado di splendere, come la lucciola, per se stesso e soprattutto per gli altri. Bisogna solo accorgersi della propria luce, comprendere verso chi o cosa indirizzarla e lasciare che risplenda!
Il gioco è questo. Il gioco è sempre bellissimo. Il resto, non conta, e i serpenti che mangiano le lucciole rimangono al buio per sempre.

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